Cantata dei pastori immobili

David Riondino, musiche di Stefano Bollani, disegni di Sergio Staino, Donzelli, 2004
Cosa passa per la testa dei pastori del presepe, immobilizzati nella loro condizione di statuine perenni? Come possono pensare se stessi e immaginare gli altri, in quella fissità senza tempo? David Riondino, affabulatore di professione, e Stefano Bollani, musicista e pianista jazz di fama internazionale, provano a immaginarlo in un racconto musicato che prende a pretesto il presepe per mettere in scena proprio l’immobilità,
quella che coglie i pastori in adorazione del bambino nella grotta. Scopriamo così che la meraviglia di quell’attimo ben presto si ribalta nel suo opposto: lo scoramento di chi scopre d’essere privato per sempre della possibilità di muoversi e dunque di guardarsi intorno, di parlare, di innamorarsi, di vivere. Dal dialogo surreale tra i pastori, il racconto di un narratore e le note inarrestabili di un pianista – tutti sul palco di un teatro – prende vita un racconto stralunato e senza tempo che alterna ai pastori alcuni personaggi tratti direttamente dal nostro presente, colti nell’attimo dilatato che precede un qualche decisivo accadimento – un soldato in procinto di saltare su una mina, una ragazza in cerca dell’amore della sua vita. I disegni di Sergio Staino completano una storia ricca di colpi di scena.

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