Mio buon Gomez

Mio Buon Gomez, è passato un anno dall’ultima mia pubblicazione sul tuo sito. Subito dopo il naufragio della Costanza è arrivato il processo Lande, poi alcune aggressioni di lettori, poi la tua decisione di sospendere le pubblicazioni sul blog del Fatto. Poi ti ho chiesto di far avere ai lettori in questione notizia di una mia risposta sul mio sito e con qualcuno ho parlato. Poi ti ho rispedito un pezzo in dicembre per vedere che cosa succedeva, e mi hai finalmente espunto dal blog. Benissimo. Ma dato che la cosa mi pare minimamente seria e significativa – perché cancellare qualcuno da un blog è comunque un gesto forte – vorrei fare un paio di considerazioni, augurandoti buon anno e buone elezioni.
Il fatto che tu mi abbia tagliato via dal blog immagino significhi che tu non credi minimamente, come ho dichiarato nel corso delle suddette corrispondenze, e come spiego sul mio sito, che i denari dati a Lande erano risparmi normalissimi e consegnati in contante al malandrino, che andando all’estero semplicemente non pagavano il12,5 per cento sui guadagni dell’investimento, come da legge. Diventando quindi in nero, ma solo per quella minima parte: ampiamente restituita con lo scudo fiscale. Se vi formalizzate per quella cifra piuttosto esigua (il 12.5 per cento sui guadagni annui del capitale, ripeto, non il 12,5 dell’investimento) regolarizzato come si fa con una multa automobilistica, dovreste espellere dal blog tutti quelli che hanno parcheggiato fuori linee blu, o che hanno pagato in ritardo una cartella esattoriale. Se invece pensate che io quei soldi li abbia evasi, e che non fossero risparmi, esagerate lo stesso: primo perché non mi credete, secondo perché vi sostituite al fisco. Che è al corrente del processo, e che se avesse voluto o se volesse si farebbe certamente vivo, e finora non l’ho visto. Oltretutto, il Pm. Tescaroli ha anche sollecitato a suo tempo una verifica, dando via libera alla finanza, (vedi il Messaggero, lunedì 4 aprile 2011). che come ripeto non si è vista Riesci a spiegarmi in maniera comprensibile e soddisfacente il perché tu ritenga doveroso sostituirti al fisco? Che a queste cose è piuttosto attento?
Non voglio qui fare l’angelo dell’erario, e non nego di avere anch’io pagato senza chieder ricevute diversi ristoranti, suonatori, poetastri e financo venditori di caldarroste. Idem in certe feste, matrimoni e cresime, e partite di briscola e gioco della morra sono stato, in maniera abbastanza misurata, pagato in contante e senza fatturazione. Diciamo che in materia di droghe, che si tratti di hashish o di denaro, sono per la modica quantità di nero (anche se ci tengo a precisare che non uso le prime e consumo poco il secondo). E preferisco, piuttosto che agitare in aria la cartella delle tasse come fosse il Corano o il Libretto Rosso, ragionare sul motivo profondissimo che sta dietro un fenomeno così grande come l’evasione, che un demagogo può anche risolvere con due formule censorie, ma un giornalista e un analista no. Se ho sottolineato l’aspetto minimamente “nero” delle mie pratiche è stato soprattutto, l’ho già detto e lo ripeto, in polemica con un onda censoria che mi pare grottesca e pericolosa. Non mi pare che l’impegno sociale vada confuso con l’auto certificazione di giustizieri: di integralisti c’è ne sono già troppi. E aggiungo che parrebbe strano che queste riflessioni inibissero la condivisione di un blog.
Bene, ti ho detto quel che mi pareva opportuno: e nonostante queste divergenze, ti penso e vi penso sulla stessa strada che percorro. Contro le mafie, le grandi evasioni, i privilegi, la corruzione della classe politica, il declino dell’Occidente; per la necessità di un rinnovamento, per la militanza critica eccetera. Penso che facciamo parte di uno stesso esercito, che vuole un’Italia un Europa un mondo diversi e migliori. Diciamo che in questo esercito, rimanendo in metafora, io mi aggiro – più o meno scivolando – per il campo di battaglia, e voi siete il plotone di esecuzione. Forse qualcuno il plotone d’esecuzione lo deve fare, e vi siete presi voi questa bega scomoda, fastidiosissima e quindi tutto sommato eroica. Bravi. Continuiamo a marciare, ognuno nei propri ranghi, meditando sulle infinite varietà del bene.
Concludo ringraziandoti comunque dell’attenzione, e ringraziando anche l’Onnipotente Iddio di avermi concesso di vivere in mezzo a uomini e lettori così integri, rigorosi, e severi. E soprattutto lo ringrazio di avermi dato l’occasione di non confondermi con simili imbecilli.
Buon lavoro e avanti con grazia.
David Riondin

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