Primi di febbraio 2020, epidemie….

Ero in treno per Firenze, e leggevo Maria Pace,
Che riflette in modo audace su diverse coincidenze:
Nella rete seminò certi dubbi sui bacilli,
E piovettero lapilli indignati anziché no.
Ed allora mentre il treno sibilando fila via
Feci questo pensierino sulla nuova epidemia.

Dio ci diè l’epidemie per la nostra fantasie:
Con Boccaccio e con Manzoni, quante belle variazioni!
Dar la colpa a un poveraccio, strofinarsi con il ghiaccio,
Vaccinarsi con il sesso, isolarsi dal complesso:
Intuire dei complotti di scienziati disumani
Crudelissimi o corrotti dai tedeschi o dai marziani:
Sostenere che è di destra ogni dubbio radicale
Mentre invece è di sinistra quel che dice il generale:
Sospettare che Salvini suggerisca strani indizi
Per sedurre le sardine e tapparne gli orifizi:
E acchiappare l’occasione di esibire il tuo coraggio
Frequentando finalmente un salone di massaggio.

La retorica è feroce, ma la vera malattia,
Vien da dire a bassa voce, è la nostra fantasia:
La passione ci diverte, la paura torna in gioia:
Ammucchiando cose certe, moriremmo nella noia.
Forse alcuni fanno male dilatando dei dettagli,
Però spesso quei dettagli si rivelano frattali:
E gli indizi suggestivi, come ben sanno le
volpi,
Sono spesso gli anticorpi che ci fanno restar vivi.
Diamo dunque un tono vario, ragionato e suggestivo
Al presente planetario psicodramma collettivo:
E seguendo la corrente, voglio coglier l’occasione
Di una qualche suggestione acquisita di recente.

Il millennio che ci afferra, dopo il cupo novecento,
Cominciò con delle guerre senza un vero fondamento:
Ma convinsero il pianeta dei giornali molto seri
Della turpe arma segreta con milioni di batteri.
Ci sembravan dati chiari, cose fuori discussione:
Era solo un’invenzione dei comandi militari.
Era solo un’invenzione, ma lanciammo gli aeroplani
e lavandoci le mani evitammo l’infezione:
Ed abbiamo visto poi quell’incendio in medio oriente
Che non si capiva niente ma bruciava pure noi.
Il Duemila ci propone la metafora palese
Della lunga gestazione della egemonia cinese:
Ora il drago si è svegliato, volerà sugli gli anni venti…
E si becca in mezzo ai denti questa bella randellata.
Il bacillo del destino? Una strana congettura?
Ma il cinese addirittura ti cancella il clandestino.
Ci sembravan trasparenti, invisibili e distanti,
Stranamente inesistenti dentro i loro ristoranti
Ma dal Manzanarre al Reno l’incantesimo è distrutto,
E ti accorgi nientemeno che il cinese è dappertutto.
e verrebbe da pensare che la vera malattia
È il bacillo culturale che si chiama Egemonia:
È Confucio che sorride vigilando l’ospedale,
Perché in Cina si decide chi sta bene e chi sta
male…

Altro tema interessante che sviluppano i frattali,
E la guerra sconsolante tra gli umani e gli animali:
Pangolino e dromedario, pipistrello zebra e cobra
Pare facciamo manovra dentro il nostro immaginario:
L’animale si ribella con la voce del pianeta
Come bene disse Greta, la nuovissima pulzella.
E il ventennio che ci aspetta ci prepara all’avventura
Di una gran letteratura visionaria e maledetta.

Maria Pace stammi bene, io seguiterò domani:
Ora scendo giù dal treno le mi laverò le mani.
 


 

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