Garibaldi
poema autobiografico per voci recitanti e banda
David Riondino voce recitante Paolo Bessegato voce recitante Musiche: dal repertorio Bandistico di una Banda da individuare sul territorio dell'esecuzione, integrate allo spettacolo dal maestro Fabio Battistelli |
Nel 2007 ricorre il duecentesimo anniversario della nascita di Giuseppe Garibaldi. Del quale si presume di conoscere la figura politica e militare, ma assai meno quella che tratteremo nell'evento: Garibaldi poeta.
….Sulle tue cime di granito, io sento
Di libertade l'aura, e non nel fondo
Corruttor delle Reggie, o mia selvaggia
Solitaria Caprera. I tuoi cespugli
Sono il mio parco, e l'imponente masso
Dammi stanza sicura ed inadorna,
Ma non infetta da servili. I pochi
Abitatori tuoi ruvidi sono,
Come le roccie che ti fan corona,
E come quelle alteri ed isdegnosi
Di piegar il ginocchio. Il sol concento
S'ode della bufera in questo asilo,
Ove nè schiavo nè tiranno alberga….
Il generale Garibaldi, ferito all'Aspromonte, ebbe una lunga convalescenza, come si sa. Quello che si sa molto meno è che usò la sua immobilità per scrivere un poema. Un poema autobiografico, il cui incipit è concepito a Caprera, e che racconta le proprie gesta, dalle guerre d'America a quelle d'Europa, in endecasillabi sciolti.

