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L' avventura musicale di un poeta viaggiatore ...
ovvero letture su da Ponte

 
con
David Riondino voce
Francesco Bencivenga pianoforte

Lorenzo Da Ponte, nato a Cèneda (Vittorio Veneto) nel 1749, scrisse le sue Memorie a New York tra il 1823 e il 1830 dove era da tempo emigrato per sfuggire ai creditori. Quando anche il mito inarrestabile di Mozart attraversò l'oceano e compagnie itineranti di cantanti europei cominciarono a mettere in scena con successo le opere mozartiane (in particolare il Don Giovanni), Da Ponte, che era stato il poeta prediletto dal genio salisburghese per le Nozze di Figaro, il Don Giovanni, Così fan tutte, s'avvide con rabbia che il suo nome non era nemmeno citato nelle locandine e negli annunci degli spettacoli. Decise allora di prendere la penna e scrivere ‘di sé da sé medesimo'. Raccontò, prima-durante-dopo l'incontro con Mozart, del suo produttivo vagabondaggio poetico nelle più importanti piazze del teatro musicale europeo (Venezia, Vienna, Londra). Prese le difese tanto dell' ‘italica alta letteratura', quanto della vituperata lingua poetica del melodramma, del suo stesso personalissimo idioma appreso alla scuola di Metastasio e Goldoni, ma reso poi vivo dalla passione per la musica e il teatro del suo tempo. Da Ponte, con Mozart, voleva che l'opera fosse davvero una volta ancora ‘un quasi nuovo genere di spettacolo'.
Nelle Memorie Eros intreccia costantemente la narrazione delle esperienze artistiche, anzi la ispira formando il ritratto di un libertino sensibile amante, ironico all'occorenza. Da Ponte infatti racconta al lettore gli effetti talvolta felici, ma talvolta anche disastrosi, dell'esercizio dell'ars amatoria. E la vendetta di un geloso che gli procurerà la sventura di perdere tutti i denti, viene trasformata, da drammatico episodio in giocoso leitmotif che apporta diversi generi di metafore, erotico-cultural-digestive , tipiche del lessico famigliare dell'epoca. Lo ritroviamo in bocca all'imperatore Giuseppe quando dice del Don Giovanni “Non è pane per i denti dei miei viennesi”, a Mozart che gli risponde “Diamo loro il tempo da masticarlo”, allo stesso Da Ponte che, alla fine , diventato poeta-pasticciere a New York, improvvisa e commenta l'insegna della sua bottega: “Qui si vendono zuccherini e crostate italiane; e se alcuno entrerà nel mio magazzino, gli farò vedere il Petrarca o qualch'altro de' nostri poeti, e sosterrò che sono i nostri piu dolci zuccherini, per chi ha denti da masticarli”.

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